Internal Linking. Sfruttare i link interni per migliorare il posizionamento.

Aggiornato il 24 Settembre 2021 alle 07:33 • Tempo di lettura: 14 minuti • Autore: Michele Sabatini

I link fanno la differenza. Internet si basa sui link, gli algoritmi dei motori di ricerca si basano sui link. In questo articolo parleremo dei link interni e della loro importanza per l’ottimizzazione SEO di un sito On-Page.

Molto spesso, con il passare del tempo, si pensa che la continua evoluzione dei motori di ricerca e dei loro algoritmi riescano a cambiare radicalmente il concetto di SEO. Quello che posso assicurare, invece, è che operare mediante le basi della SEO, quelle che sono e saranno sempre le cose che funzionano realmente.

Partiamo dalle basi:

Come è strutturato un link?

Un link interno (o esterno) è sempre formato dal TAG A con diversi attributi tra cui href=”” che dovrà contenere l’URL di destinazione ed è fondamentale.

Gli attributi più importanti sono i seguenti:

  • Title: è spesso mostrato come suggerimento in vari browser, quasi tutti. Il classico messaggio che compare all’interno di un rettangolo giallastro o grigio.
  • Rel: l’attributo rel=”” consente di indicare al crawler dei motori di quale tipologia di relazione c’è tra la pagina corrente e la risorsa linkata.
  • Target: specifica come deve essere aperto il documento linkato.

Un buon link interno dovrà essere così strutturato:

<a href="https://miosito.it/pagina-da-linkare" title="Pagina da Linkare + Keyword">Prenota una Consulenza SEO</a>

Facciamo un pratico esempio con un link verso una pagina interna del mio sito web:

<a href="https://michelesabatini.it/consulenza-seo" title="Consulenza SEO" alt="Prenota una Consulenza SEO">Prenota una Consulenza SEO</a>

Internal Linking, cosa devi sapere prima di iniziare ad ottimizzare.

Come linkare al meglio una pagina interna? Quali sono le caratteristiche che deve rispettare un buon link per passare il giusto PageRank o LinkJuice?

Prima di risponde a queste domande, vorrei specificare il perché e quali sono gli obiettivi di una link building interna ben gestita:

  • Migliorare la navigabilità del sito web;
  • Definisce al meglio tutta l’architettura e la gerarchia del sito web, andando a specificare quali sono le pagine più o meno importanti;
  • Distribuire il PageRank tra le varie pagine, così da trarne dei benefici a livello di posizionamento.

Link Juice Interno, cos’è?

Il PageRank, invetato dal fondatore di Google Larry Page, è un algoritmo in grado di assegnare un punteggio ad ogni pagina del sito web per attestarne la popolarità su internet.

Il punteggio va da 0 a 10 e dipende da molteplici fattori. Ogni singola pagina, come anticipato poco fa, ha un suo punteggio e questo punteggio e trasferibile, in parte, agli altri contenuti del sito web.

Passaggio pagerank tra i contenuti
Passaggio Link Juice tra pagine interne

Il passaggio di Juice è un fondamentale da considerare quando parliamo di link building intera, poiché tramite i link interni è possibile segnalare e dare più valore ad una pagina rispetto ad un’altra.

Ricorda che saranno i link interni indicheranno al motore di ricerca quale strada seguire, come muoversi all’interno del sito e quali pagine analizzare prima o dopo.

Nel tempo, Google ha affinato sempre di più i suoi algoritmi inserendo altri fattori per valutare la forza di un link, interno o esterno che sia:

  • Contesto: il contesto è fondamentale per un link. Gli algoritmi di Google riescono a capire il “sentiment” di un contenuto, ovvero riesce a capire se si sta parlando bene o male di un determinato argomento. Il link dovrà essere circondato da parole chiave o comunque parole contestualizzate e positive, in questo modo riuscirai a trasmettere quanto più juice possibile ad un determinato contenuto.
  • Pagina linkante: più la pagina che sta linkando è forte, più ne beneficerà il contenuto linkato. Un link dalla home, sempre la pagina più importante di un sito a livello di gerarchia, vale più di un link da un articolo interno senza o con pochi link.

Perchè nel 90% dei casi le pagine all’interno di un menu sono quelle che ottengono un posizionamento migliore? Perchè ricevono link da ogni pagina e perché sono messe in risalto dal webmaster o dal gestore del sito.

Questo ovviamente è così per piccoli siti web o portali non editoriali. Se parliamo di siti con articoli pillar, non linkati nel menu ma fortemente linkati da pagine interne, allora saranno quelli ad avere un trust maggiore per Google.

Avere una pagina nel menu significa passare un alto PageRank al contenuto.

Quante tipologie di link interni esistono?

Forse non lo sai, ma esistono due tipologie di link interni e devo dire che, in alcuni casi, fanno la differenza. Stiamo parlando di Link Navigazionali e Link Contestuali.

Link Interno Navigazionali

Una tipologia di link che troviamo molto spesso in una parte precisa del sito web, come nella sidebar o nel footer.

Questi link servono principalmente all’utente per raggiungere le parti più importanti del sito web. Molto spesso è possibile sfruttare questi “spazi” per inserire dei link strategici per il motore di ricerca, come la Sitemap.xml nel footer.

Esempio di Link Navigazionali all’interno della piattaforma di Majestic.com, tra i migliori tool in assoluto per l’analisi dei backlink di un portale.

Link Interno Contestuale

Il classico link che troviamo all’interno di un contenuto web. Molto spesso collega diverse pagine del sito, ma non si ripete quasi mai. Questo perché questa tipologia di link viene sfruttato dal webmaster per aiutare l’utente ad approfondire un determinato contenuto.

Link Contestuale all’interno di un articolo presente su michelesabatini.it

PageRank e Link Nofollow Interni

Vediamo ora come si comportava il PageRank con un link interno con attributo rel NoFollow, quindi una pagina che sta linkando un’altra pagina dello stesso sito web.

Come è possibile notare dall’immagine, un link nofollow interno non passa alcun valore alla pagina, dando molto più risalto alle altre pagine linkate all’interno dello stesso contenuto.

Questo è quello che succedeva fino a qualche anno fa, ora invece Google ha dichiarato di considerare a sua discrezione i nofollow. Non seguirà sempre le nostre indicazioni, ma starà a lui scegliere come comportarsi.

Per i link, soprattutto per quelli esterni, sono stati introdotti i nuovi attributi UGC, Sponsored ed il nuovo Nofollow. Con il loro arrivo, Google ha cercato di scardinare ogni tipo di strategia di Link Building.

Ci riuscirà? Non penso proprio 😉

PageRank sculpting, possiamo ancora veicolare il link juice a nostro piacimento?

La risposta è No (in teoria). Non serve più fare PageRank Sculpting, ma è comunque possibile ragionare più o meno allo stesso modo per spingere al massimo i contenuti più importanti del nostro portale.

In pratica, il PageRank Sculpting era un metodo semplice per veicolare quanto più Juice possibile a specifiche pagine, tramite l’aiuto del NoFollow.

Ad oggi Google dichiara che questa tecnica non è più efficace ed anche se un link ha il rel=”nofollow”, Google fa “scorrere” sempre del PageRank verso la pagina linkata.

Personalmente ho effettuato dei test e devo dire che, o per fortuna o per altro, la strategia dello sculpting ha avuto ancora degli effetti positivi su un mio portale.

Crawl Depth e l’importanza dei link interni

La Crawl Depth indica la profondità alla quale il crawler dei motori di ricerca riesce ad arrivare. Come sono disposti i link all’interno del tuo sito web? Dopo quanti click vengono raggiunti i contenuti?

Ricorda che il numero perfetto è 3.

Prendiamo come esempio il grafico estrapolato da un’analisi effettuata con ScreaminFrog, uno strumento fondamentale per un consulente SEO o per chiunque voglia analizzare un sito web in profondità.

Crawl Depth di un piccolo portale

Puoi notare come tutte le pagine del sito web siano raggiungibili dal crawler entro i 3 click. Certo, parliamo di un piccolo portale e la situazione potrebbe cambiare molto per portali di medio/grandi dimensioni.

Fai molta attenzione a linkare i tuoi contenuti nel modo giusto, così da permettere agli utenti di informarsi in pochissimi click e ne trarrai vantaggi anche per quanto riguarda il posizionamento.

Rilevare Link Interni Rotti

Fare un check per rilevare i link interni non più funzionanti al vostro sito è importante per non disperdere PageRank.

Perchè avere dei link rotti o Broken Link non è una cosa positiva per il tuo sito web? I Crawler ragionano molto spesso come un utente, pensa quanto potrebbe essere fastidioso cliccare un link all’interno di un contenuto che stai leggendo e raggiungere una pagina di errore 404.

Lo stesso vale per il bot che andrà a scansionare il tuo sito web.

Quando si parla di SEO, si parla di perfezione. Ogni singolo aspetto deve funzionare correttamente, ogni TAG HTML deve essere al posto giusto per poter funzionare al meglio.

Torniamo ai link interni.

Normalmente un link interno non funziona per due motivi:

  • La pagina che stai linkando non è più disponibile poiché è stata rimossa o l’URL è cambiato, ma i redirect 301 non sono stati gestiti nel modo gisuto;
  • L’url inserito all’interno del link è sbagliato e quindi non stai puntando la pagina giusta.

Un altro motivo fondamentale per risolvere il problema dei link rotti è quelli di perdere il LinkJuice fornito da eventuali backlink che puntano alle pagine in errore.

Rilevare link rotti in WordPress

Se utilizzi il CMS WordPress è possibile rilevare i link rotti in diversi modi, tra questi il più utilizzato è sicuramente utilizzare Broken Link Checker.

Plugin Broken Link Checker per CMS WordPress
Plugin Broken Link Checker per CMS WordPress

Questo plugin svolge principalmente una funzione, scansiona il tuo sito web alla ricerca di link rotti all’interno delle tue pagine, post o qualsiasi altro contenuto.

Per aggiustare, invece, il link interni in 404 consiglio ai meno esperti di installare il plugin Redirection molto utile sia per gestire eventuali redirect 301 a mano, sia per gestirli in completa autonomia.

Se, invece, sai cos’è e dove trovare il file .htaccess puoi eseguire questa operazione a mano, andando ad indicare al browser il cambio di pagina mediante un’istruzione 301.

La sintassi di un redirect 301 è:

Redirect 301 /vecchia-url-in-404 https://nuovsito.it/nuova-pagina/

Fai molta attenzione nello scrivere istruzione nell’.htaccess, potresti compromettere tutto il sito. Assicurati sempre che funzioni tutto correttamente, cartelle e sottocartelle incluse.

Come risolvere il problema dei link rotti?

Se non stai utilizzando WordPress come CMS puoi comunque fare un’analisi approfondita tramite Screaming Frog.

Utilizzare Screaming Frog per trovare errori 404

Per farlo basterà inserire nella barra di ricerca il sito da analizzare, attendere che il tool finisca di fare il crawling del sito. Successivamente dovrai recarti nella tab “Response Code” e cercare tutti gli errori 4XX.

A quel punto, dovrai iniziare a gestire tutti i redirect relativi alle tue pagine interne ed eliminare o sostituire i link rotti in uscita, così da non perdere juice (come abbiamo visto prima).

Altro metodo per trovare link interni rotti è quello di utilizzare la Search Console di Google, totalmente gratuita. Ho già parlato della Search Console in modo estremamente approfondito, ti consiglio di leggere l’articolo.

In breve: Search Console è uno strumento estremamente utile per gli Webmaster, in grado di comunicare in modo estremamente chiaro gli errori di ottimizzazione o indicizzazione all’interno del sito.

Spesso molto sottovalutato, ma se ben utilizzato riesce a dare grandi soddisfazioni.

Per fare un check delle pagine in 404, con eventuali link interni, è necessario recarsi nella sezione copertura.

Se presenti, eventuali errori saranno segnalati nel box “Dettagli”, che trovi in fondo alla pagina.

Ti ricordo che una volta corretti gli errori tramite redirect, dovrai tornare in questa sezione della Search Console ed iniziare un processo di verifica da parte di Google. In questo modo, velocizzerai di molto la risoluzione del problema dei 404.

Redirect 301 verso la Home

Michele, ho trovato un plugin in grado di fare un redirect 301 di tutti i 404 in home, mi conviene utilizzarlo?

Personalmente sfrutto queste ottimizzazioni dei 404 con molta attenzione e solo in determinati casi.

Nella maggior parte delle situazioni consiglio sempre di effettuare dei Redirect 301 a pagine quanto più vicino possibile alla pagina che non esiste più. Questo per due motivi principalmente: abbassare il Bounce Rate, in quanto l’utente andrà a visionare un contenuto molto simile a quello che stava cercando e, secondo motivo ma non per questo meno importante, perché non andrò a perdere il juice di quella pagina, sia che provenga da link interni sia da backlink.

Non sovraottimizzare!

Fai molta attenzione a non esagerare. Spesso, quando una strategia SEO funziona, si tende a sfruttarla troppo, ottenendo quindi il risultato opposto da quello sperato.

Non abusare dei link interni, tieni sempre a mente le seguenti regole:

  • Linkare solo contenuti pertinenti: questo significa che dovrai linkare solo contenuti e pagine strettamente inerenti alla pagina che sta linkando. Ad esempio: la tua pagina sta parlando di “Cani di taglia grande” è normale linkare le razze di cani di taglia grande. Diverso è se quella pagina inizia a linkare le razze di cani di taglia piccola.
  • Non forzare troppo le anchor: utilizza sempre anchor naturali, non provare a manipolare gli algoritmi dei motori di ricerca. Loro capiranno l’argomento dell’anchor, anche in base alla frase di contorno.
  • Inserire link naturali per il lettore: per il lettore dovrà risultare tutto naturale, nulla di difficile da capire o poco naturale da leggere.
  • Non inserire troppi link all’interno di una pagina: attenzione, come dicevo prima, a non sovraottimizzare il tuo contenuto. Non devi assolutamente riempirlo di link. Purtroppo Google si accorge quando si sta provando a “forzare” troppo la mano per migliorare il posizionamento.

Aumentare Traffico con i link interni

Un altro esempio che spiega al meglio l’efficacia dei link interni è quello di un recupero di traffico dopo una forte perdita di posizionamento post aggiornamento.

Il sito in questione è uno dei miei portali relativo al settore salute/benessere.

Esempio di recupero traffico dopo una penalizzazione tramite Link Interni.

L’obiettivo era solo uno, quello di recuperare il traffico perso dopo una penalizzazione post aggiornamento.

Da quando mi occupo di SEO ho eseguito molti test, alcuni andati a buon fine, altri invece non hanno prodotto molti risultati.

In questo caso ho deciso di lavorare sull’internal linking andando quindi a sfruttare il principio di passaggio di PageRank alle varie pagine del sito.

Questo è il risultato:

Grafico del traffico in risalita dopo penalizzazi

Cosa ho fatto? Semplicemente ho preso la sitemap.xml ed un foglio di calcolo Drive.

Ah, utilizzo quasi esclusivamente Drive per gestire i miei file, in quanto è comodo, semplice da utilizzare e sempre disponibile.

Tornando a noi, ho incollato tutte le pagine all’interno del foglio di calcolo ed ho analizzato ogni singola pagina, segnando vicino all’url della pagina quali pagine avrei dovuto linkare, facendo estrema attenzione a linkare nel migliore dei modi le pagine per le quali avrei voluto recuperare traffico.

Nella seconda colonna, invece, ho inserito quelle che sono le parole chiave rilevati per ogni articolo da spingere. In questo modo, avevo la situazione dei link interni sotto controllo.

Se non fosse possibile linkare un articolo da un altro, perché non è presente la giusta frase?

Aggiorna.

Aggiorna gli articoli, inserisci dei nuovi paragrafi e inserisci nuovi link interni.

In questo modo tutti i tuoi contenuti avranno dei benefici.

Attenzione ai link nel menu

Abbiamo già parlato di questa tipologia di link qualche paragrafo più in alto, ma vorrei soffermarmi ancora sui link all’interno del menu.

Questi sono dei collegamenti ipertestuali che si ripetono in tutte le pagine e vengono inseriti all’interno del menu poiché stanno linkando (teoricamente) i contenuti più importanti del sito web.

Ti sembra un vantaggio da poco?

Per questo è importantissimo andare ad ottimizzare tutta la struttura della navigazione, così da permettere al crawler di raggiungere ogni punto del portale, soprattutto i contenuti più importanti.

Al prossimo articolo,
Michele.


Michele Sabatini
Amo testare e analizzare i dati. Da anni mi occupo di SEO per clienti, agenzie e progetti personali. Sperimentare nuove strategie e migliorare l’esperienza dell’utente all’interno di un sito web è fondamentale al giorno d’oggi.

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