Pagerank: cos’è e come sfruttarlo nella SEO

Aggiornato il 26 Agosto 2022 alle 08:46 • Tempo di lettura: 8 minuti • Autore: Michele Sabatini

Ciao 🙂 ,

in questo articolo ti mostrerò cos’è il PageRank e come poterlo sfruttare nella tua strategia SEO. Perché, se non lo sapessi, è ancora un fattore di ranking molto molto importante per Google.

Cos’è il PageRank?

Inventato da Larry Page e Sergey Brin si misura su una scala algoritmica e può assumere un valore compreso da 0 e 10.

Una volta veniva mostrato dalla barra di Google PageRank, che era possibile installare nel proprio browser. Attualmente non si può più rilevare con nessun tool, ma è comunque un fattore molto importante nell’algoritmo di ranking di Google.

La formula matematica per calcolare il PageRank è la seguente:

PR(A) = (1-d) + d (PR(T1)/C(T1) + … + PR(Tn)/C(Tn))

Provo a spiegarti con questa immagine come il pagerank viene diviso tra le varie pagine, prova ad immaginare il tuo sito web come dei vasi comunicanti.

Una pagina X ha ottenuto un buon pagerank, visti i suoi molteplici link in ingresso sia da contenuti interni sia backlink provenienti da altri siti web.

Questo pagina al suo interno ha 3 link verso altri contenuti del portale, questi otterranno un valore Y di pagerank. Il valore può variare anche a causa di diversi fattori, come: la posizione del link all’interno del testo o se questo link è posizionato in sidebar o nel footer.

Lo so, sembra un concetto non troppo facile, ma se hai ala pazienza di rileggere queste due righe lo capirai meglio.

Il PageRank è ancora un fattore di ranking per Google? Assolutamente sì. E devi sfruttarlo per posizionare i tuoi contenuti sui motori di ricerca.

Questo valore simula una vera e propria navigazione dell’utente, calcolando anche le probabilità che quest’ultimo segua dei link all’interno dei contenuti. Più un link è lontano dalla home o dalla pagina che ha un alto PageRank, minore sarà il LinkJuice passato dalle varie pagine.

Google nel 2016 ha deciso di eliminare il valore del PageRank pubblico, giustificando il fatto che il web è diventato troppo complesso da analizzare ed il punteggio della toolbar avrebbe portato utenti e webmaster a focalizzarsi solo su una singola metrica.

Giusto per darti un’idea di come il PR era ed è ancora oggi una metrica usata. Su Fiverr sono in vendita ancora molti servizi con link che offrono un PR alto. Non è possibile per nessuno calcolarlo con estrema precisione.

Io non mi affido mai a realtà come quelle di Fiverr per acquistare link, molto spesso ci sono brutte sorprese, a meno che tu non voglia fare un po’ di negative SEO 😉 .

Tutti i link che acquisto per fare link building (ops… l’ho detto) fanno parte di network di qualità ed i fornitori dai quali acquisto sono affidabili.

Prendere queste porcherie non porta nulla di buono, nella migliore delle ipotesi porta Google a “spegnere” il link e quindi non lo prenderà in considerazione, nella peggiore delle ipotesi potrebbe anche penalizzare il sito web o totalmente o parzialmente.

Quali sono i principali fattori che influenzano il PageRank?

L’algoritmo, semplificando molto la cosa, si basa principalmente su questi fattori per calcolare il punteggio di un contenuto:

  • Quantità di link in ingresso sia interni che esterni
  • Numero di link che quella stessa pagina sta linkando a sua volta
  • Il PageRank di ogni pagina che sta cliccando
  • Posizione del link all’interno della pagina

Come si comporta il crawler all’interno del contenuto?

Per sopperire alla problematica che abbiamo visto prima, il motore di ricerca attribuirà un valore X ad una pagina solo quando passerà per la seconda volta, ma non c’è una sequenza precisa che seguirà il crawler, in quanto entrerà in un qualsiasi punto di accesso del sito e da lì inizierà a scansionare i vari link, fino a quando non arriverà ad un Dumping Factor, secondo il quale dopo un tempo prefissato o dopo aver scansionato una % prestabilita di pagine, il motore di ricerca interromperà la navigazione per poi accedere nuovamente da una nuova pagina. 

Questo per evitare dei loop infiniti sulle pagine. Mettiamo di avere un gruppo di 90 pagine tutte collegate tra loro ed un altro gruppo di 10 pagine scollegate, se il crawler entra all’interno del gruppo da 10, tendenzialmente potrebbe scansionarle all’infinito. Per questo sono stati aggiunti altri parametri ancora più complessi per arginare questa problematica. 

Ricorda che Google è in grado di capire dove si trova un link all’interno di un contenuto, poiché con uno dei suoi brevetti ha specificato che il motore di ricerca riesce a capire le varie sezioni di un sito web, come: menu, sidebar e footer.

La posizione del link all’interno della pagina, quindi, è molto importante. Avere un link nel testo principale dell’articolo o avere lo stesso link all’interno di una sidebar, che magari si ripete X volte all’interno del sito, è completamente diverso.

Follow e NoFollow

Follow e NoFollow sono due attributi di un link tra i più utilizzati in assoluto. Il primo, che non viene mai specificato nel HTML e se non ci sono altri attributi è quello di default.

  • Follow: passa tutto il pagerank ad una pagina o ad un dominio esterno.
  • NoFollow: non passa valore alla pagina o contenuto linkato.

Ecco la struttura di un link come di solito viene inserito all’interno di un contenuto online.

In BLU troviamo la risorsa linkata, in NERO troviamo l’anchor e in ARANCIONE troviamo gli attributi. In VIOLA, invece, è il TAG di apertura e chiusura in HTML.

Sulle anchor e su come inserire un link sarebbe da aprire una parentesi veramente immensa, probabilmente lo farò in futuro, in un contenuto apposito.

Torniamo a noi: di default come abbiamo visto il link FOLLOW passa Pagerank, infatti molto spesso lo troviamo come tipologia di link principale sia nei link interni di un sito web, sia nel link presenti nei Guest Post, ovvero degli articolo pubblicati su altri siti web per manipolare quello che è il pensiero di Google su un determinato sito web.

Si chiama Link Building ed è una tecnica SEO Black Hat molto potente.

Il link NoFollow, invece, di default non passa Pagerank tra i contenuti, ma è tutto a discrezione di Google. Non possiamo essere sicuri al 100% che Google legga e accetti le nostre proposte su come valuta un link, ma con il nofollow stiamo dicendo che non deve seguire al risorsa linkata, magari perché non è così rilevante per l’utente o perché non si vuole passare effettivamente link juice alla risorsa linkata.

PageRank Sculpting

Il PageRank sculpting è una strategia definibile Grey Hat in quanto punta a manipolare l’algoritmo di Google andando a spingere determinate pagine tramite una particolare ottimizzazione dei link interni. 

Se una pagina linka 3 pagine diverse all’interno del suo testo, allora il pagerank passato a quei link sarà di x/3. Facciamo un piccolo esempio: 

La pagina razze di cani può passare un PageRank di 100 alle pagine interne del portale. Andrò ad aggiungere 4 link all’interno della pagina ed ogni link avrà un 25% del pagerank di quella pagina. 

Inserendo l’attributo rel=”nofollow” ad uno dei 4 link, i restanti 3 riceveranno il 33% di PageRank ciascuno. 

Una pratica che ad oggi sembrerebbe essere stata superata da Google, ma in alcuni casi è ancora funzionante (test alla mano).

Diciamo che parlare di Pagerank Sculpting è molto riduttivo, in quanto oltre al Nofollow sono stati aggiunti anche altri parametri per “segnalare” un link a Google, ma non è impossibile.

Differenza tra PageRank e link popularity

La link popularity è la popolarità di quel sito o di quella pagina all’interno di internet, quante pagine, quindi, stanno parlando di quel determinato contenuto.

Il PageRank invece è, come abbiamo visto, un vero e proprio valore assegnato ad una pagina per capirne il suo trust e la sua popolarità anche all’interno del portale stesso. 

Dobbiamo riuscire a tenere questi due argomenti abbastanza scollegati tra loro. Prima la Link Popularity era considerato un fattore di ranking molto importante, ad oggi invece possiamo considerarlo semplicemente il precursore del PageRank e degli altri algoritmi che analizzano i link che riceve un sito web da altre pagine web.

Come migliorare la SEO con il PageRank

Il concetto di Pagerank deve essere ben chiaro in mente a tutti i webaster che decidono di applicare una buona strategia SEO all’interno del proprio portale.

Nel 2022 è molto importante conoscere la storia della SEO per comprendere come Google si sta evolvendo. Senza questi concetti chiave, senza capire alla perfezione come funziona l’interlinking e come Google ragiona(va) è una battaglia persa in partenza.

Pagerank è ancora vivo all’interno dell’algoritmo di Google, anche se non lo vediamo. Certo, si è evoluto nel tempo ed ora è ancora più intelligente, così tanto da capire topic e affinità del link con la pagina che stiamo linkando.

Ma… perché complicare le cose? Semplifichiamo, ragioniamo come un bambino. Più la struttura del sito è chiara e semplice da navigare, più il sito ne trarrà benefici.

Che differenza c’è tra PageRank e LinkJuice

Sono la stessa cosa. Non cambia effettivamente nulla tra PageRank e LinkJuice


Michele Sabatini
info@michelesabatini.it
Mi occupo di SEO da anni ormai e sono sempre alla ricerca della novità. Il posizionamento sui motori di ricerca non è solo il mio lavoro, ma anche la mia passione. Ogni giorno ottimizzo e studio nuove strategie per raggiungere le migliori posizioni in SERP. Canale YouTubeFacebookLinkedIn

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