Come contenuti pillar possono cambiare le sorti di un portale

Aggiornato il 17 Maggio 2022 alle 07:24 • Tempo di lettura: 3 minuti • Autore: Michele Sabatini

Qualche mese fa ho ricevuto una richiesta di ottimizzazione SEO su un sito web che stava calando di posizionamento. L’obiettivo principale era quello di migliorare il traffico organico dopo discesa per la maggior parte delle keyword d’interesse del cliente.

Iniziamo quindi, dopo scartoffie varie, un progetto SEO mirato alla crescita organica del traffico soprattutto su specifiche keyword.

Lo so, alcuni di voi potranno storcere un po’ il naso quando parlo di concentrare il lavoro su alcune keyword, ma questa è stata la richiesta del cliente, poi aspetta di vedere i risultati finali, tutti il sito ne ha beneficiato.

La situazione di partenza, vista da seozoom è la seguente:

Nuovo grafico dell’andamento del traffico di Seozoom

Sono partito da un’attività di SEO Audit per andare ad identificare particolari criticità del portale, sia lato strutturale, quindi di codice, sia lato performance e piano editoriale.

Nulla, tutto abbastanza ottimizzato. Sito basato su WordPress, un template veramente leggero e pulito nel codice.

A quel punto, dopo aver analizzato anche il profilo link, passo ai contenuti.

Il sito web aveva solo un contenuto posizionato in seconda pagina per la main keyword, la homepage, sinonimo che nessuno si era mai preoccupato di curare l’aspetto SEO del portale.

La home non riusciva a rankare in quanto non era incentrata tanto sull’argomento principale, quanto sull’informare l’utente di tutti i servizi offerti dal portale stesso.

Armato di coraggio ho creato un piano editoriale con 3 articoli pillar e alcuni articoli di supporto, che puntavano a parole chiave specifiche.

Quando ti parlo di articoli pillar, sto parlando di articoli che hanno di fatto una lunghezza nettamente maggiore rispetto agli altri e sono in grado di soddisfare in modo completo anche più query della stessa tematica (ho già parlato di query e keyword a lunga coda in questo articolo).

Spesso l’articolo principale del pillar è incentrato sull’argomento più “duro” da posizionare, che ha bisogno di moltissime informazioni per diventare veramente utile all’utente che poi lo andrà a leggere.

Gli articoli di supporto, invece, servono per intercettare particolari ricerche fatte dagli utenti che non sono riuscito a rispondere nel pillar (troppo off-topic).

Pubblicato il pillar, modificato la struttura della navigazione e pushato tutto su Search Console, la situazione è stata questa:

In una prima fase, la home era posizionata massimo in 20ima posizione, dopo l’ottimizzazione c’è stato uno switch forzato da parte di Google.

La parte segnalata in rosso è il drop che c’è stato quando Google ha cambiato URL posizionata per quella key e dopo…basta guardare il grafico 😉

Dopo qualche giorno anche gli articoli di supporto tutti posizionati e attualmente ho 2 risultati in SERP in posizione 3 e 4.

I puoi scettici diranno che si tratta una cannibalizzazione, ma non è così. Rispondono a due intenti di ricerca diversi, ma Google ha deciso che entrambi sono meritevoli di quella posizione, anche in base alle ricerche dell’utente.

Neanche a dirlo, tutti gli articoli sia pillar che di supporto sono stati sviluppati secondo una logica ben precisa, tutto fatto in ottica “user centered“.

Di seguito puoi trovare l’andamento delle keyword:

Non male, no?

Praticamente la maggior parte delle keyword sono posizionate in prima pagina di Google. Il lavoro di un consulente SEO non è sempre semplice, ma può dare veramente delle grandissime soddisfazioni.

Buona SEO,
Michele.


Michele Sabatini
info@michelesabatini.it
Amo testare e analizzare i dati. Da anni mi occupo di SEO per clienti, agenzie e progetti personali. Sperimentare nuove strategie e migliorare l’esperienza dell’utente all’interno di un sito web è fondamentale al giorno d’oggi.

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